Piccoli incrociatori SMS Rostock

Il piccolo incrociatore SMS Rostock apparteneva alla classe Karlsruhe, una classe di navi composta da sole 2 navi. Solo poco prima della guerra, la Rostock è stato messo in servizio, già nel 1916 nella battaglia Skagerrak affondata.

 

Lancio e progettazione:

La classe Karlsruhe nasce dalla classe Magdeburg, è stata progettata per 2 navi e si differenzia dai suoi predecessori solo per l'installazione di 2 caldaie supplementari a tubi d'acqua alimentate a olio per il sistema di propulsione, che ne ha aumentato in qualche modo la velocità e l'autonomia. La restante costruzione delle navi era quasi identica, anche per quanto riguardava l'armamento.

L'SMS Rostock è stato lanciato il 12 novembre 1912 e messo in servizio il 5 febbraio 1914.

 

Piccoli incrociatori SMS Rostock

Piccoli incrociatori SMS Rostock

 

Piccoli incrociatori SMS Rostock

Piccoli incrociatori SMS Rostock

 

Piccoli incrociatori SMS Rostock

Piccoli incrociatori SMS Rostock

 

 

 

Uso in guerra:

All'inizio della prima guerra mondiale, SMS Rostock è stata coinvolta nei progressi nel Mare del Nord e nel Mar Baltico.

Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 1916, la nave partecipò anche alla battaglia di Skagerrak come nave ammiraglia del primo leader delle torpediniere. Durante la battaglia è stato in grado di affondare i 2 cacciatorpediniere britanniche HMS Nestor e HMS Nomad, già gravemente danneggiati. Quando le navi tedesche hanno iniziato il loro viaggio di ritorno intorno all'1:30 del mattino, i cacciatorpediniere inglesi sono stati in grado di raggiungere le navi e di aprire il fuoco. Per non essere colpito, l'SMS Rostock ha cercato di sfondare le proprie linee, ma è stato colpito da un siluro.

 

 

 

Ubicazioni:

Il siluro colpito aveva causato il guasto al sistema di turbine della nave. Mentre le navi britanniche continuavano ad avvicinarsi, l'equipaggio si trasferì alle torpediniere. Poiché un rapido tentativo di rimorchio fallì, le torpediniere tedesche V71 e V73 affondarono la Rostock prima che la nave cadesse nelle mani degli inglesi. Nel corso della battaglia la Rostock ha subito 14 morti.

 

 

 

Dati della nave:

Nome:  

SMS Rostock

Terra:  

Impero tedesco

Tipo di nave:  

Piccoli incrociatori

Classe:  

Karlsruhe-Classe

Cantiere:  

Howaldtswerke, Kiel

Costi di costruzione:  

8.124.000 Mark

Varo:  

12 novembre 1912

Messa in servizio:  

5 febbraio 1914

Ubicazioni:  

Abbandonato durante la battaglia di Skagerrak del 1° giugno 1916 e affondato dalle torpediniere tedesche V71 e V73

Lunghezza:  

142,2 metri

Larghezza:  

13,7 metri

Pescaggio:  

Massimo 5,38 metri

Spostamento:  

Massimo 6.191 tonnellate

Guarnigione:  

373 uomini

 

Guida:

 

12 Caldaie a carbone per uso marittimo
2 caldaie a doppio bollitore marino a olio combustibile
2 turbine marine di serie

Potere:  

26.000 PSw

Velocità massima:  

27,8 nodi

 

Armamento:

 

12 × 10,5 cm L/45 Cannoni a caricamento rapido

2 × 50 cm tubi a siluro

Corazza:  

Ponte: 20 - 40 mm
Pendenza: 40 - 60 mm
Paratie: 40 mm
Comando:
Orizzontale: 20 mm
Verticale: 100 mm
Schermi: 50 mm
Armatura cintura: 60 mm
Serbatoio di prua: 18 mm

 

 

 

 

 

Qui potete trovare la letteratura giusta:

 

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale Copertina flessibile – 20 nov 2018

Quando si parla di Prima Guerra Mondiale nella mente appaiono immagini raffiguranti cruenti combattimenti terrestri, i gas, la sofferenza della vita in trincea o sulle montagne innevate, dimenticando che la Prima Guerra Mondiale ha avuto una dimensione marittima non secondaria rispetto a quella terrestre, anzi. Appunto in questo sta la peculiarità dell'opera, che guarda e interpreta gli eventi politico-strategici da un punto di vista marittimo, spesso trascurato da molti storici, che privilegiano una visione "terrestre" di quella grande tragedia, non evidenziando a sufficienza che essa fu per gran parte provocata dalla rivalità sui mari e risolta dall'esercizio del potere marittimo dell'Intesa. Prima ancora che si scatenasse il conflitto, infatti, quelli che sarebbero diventati gli opposti schieramenti si confrontarono duramente sul mare con la "diplomazia delle cannoniere", per assicurarsi la libertà di navigazione e il libero accesso alle fonti di materie prime, ponendo sostanzialmente le premesse per il successivo scontro armato. Dopo lo scoppio delle ostilità, la lotta sul mare ha influito in maniera determinante sull'esito della guerra stessa, tant'è vero che il dominio dei mari da parte dell'Intesa e dei suoi alleati ha impedito che le Potenze Centrali potessero disporre di regolari rifornimenti, causando la loro sconfitta per esaurimento delle risorse. In tale ambito, il ruolo strategico dell'Italia è stato estremamente rilevante, nonostante l'esiguità dei mezzi e la relativa modestia delle risorse. Attingendo da fonti inedite, ma sicuramente autorevoli, il libro ripercorre gli eventi politico-marittimi precedenti allo scoppio delle ostilità, narra gli aspetti strategici dei principali scontri navali e illustra le principali ripercussioni politico-strategiche del conflitto. A 100 anni dalla fine di quell'inutile strage, il messaggio che il libro vuole trasmettere, attraverso la descrizione e la lettura degli eventi politico-strategici, è che gli aspetti marittimi hanno influito in maniera determinante sia sull'esplosione del conflitto che sulle successive vicende terrestri e che la Grande Guerra, ancora oggi, ha ancora molto da insegnare a chi desidera comprenderne le motivazioni reali, per evitare di compiere gli stessi errori.

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Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra

Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra Copertina flessibile – 8 lug 2015

Le date, i nomi, gli avvenimenti più importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il più fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare seguito di naufragio. Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.

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Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra

Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra Copertina flessibile – 22 apr 2014

"Battaglie sconosciute" è la storia di tutte le 40 azioni di superficie combattute in Adriatico dalla Regia Marina durante la Grande Guerra. Alcune non erano mai state ricordate neppure nelle opere ufficiali (risalenti a loro volta a settant'anni fa) e nessuna era stata messa puntualmente a confronto con la contemporanea documentazione originale della marina austro-ungarica. Il quadro, finalmente completo, che emerge è quello di una guerra molto diversa da quello che la vulgata corrente ha ricordato, distrattamente, per un secolo. Questo libro è però anche un'analisi inaspettata, a cent'anni dal primo conflitto mondiale, in merito ai veri ruoli rivestiti da amici e nemici nel corso di quella strana guerra. Basato su fonti originali e su una ricca documentazione d'archivio "Battaglie sconosciute" può essere definito un saggio non convenzionale soltanto perché non indulge alla retorica del tempo, ma affronta a mente fredda anche le quantità economiche, politiche, diplomatiche e spionistiche che fanno, silenziosamente, da sfondo a qualsiasi guerra sul mare.

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Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata

Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata Copertina rigida – 31 ott 2004

Nate come strumento per affermare la potenza navale di una nazione, le navi da guerra erano in origine poco più che navi mercantili armate con archi e balestre. I rapidi sviluppi tecnologici della nautica portarono alla nascita delle prime vere navi da combattimento, sebbene ancora limitate nella loro capacità offensiva e raggio d'azione. Le tattiche di battaglia navale restarono pertanto inalterate per più di 1500 anni. Il primo vero cambiamento avvenne con l'introduzione della polvere da sparo, che rese possibile alle navi di attaccare a distanza e di elevare i cannoni al rango di armi principali. Il ventesimo secolo celebrerà la trasformazione definitiva della marina militare.

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