QF 3,7 pollici obice da montagna

L'obice da montagna QF 3,7 pollici è stato introdotto solo alla fine della prima guerra mondiale ed è stato utilizzato principalmente dall'esercito indiano e dalle forze coloniali britanniche. 

Durante la seconda guerra boera l'esercito britannico indiano utilizzò il fucile da montagna BL 10 libbre. Questo è stato sviluppato frettolosamente e ha avuto troppe carenze, tanto che nel 1906 il comandante in capo ha chiesto una pistola successore.

A causa delle limitate possibilità finanziarie, tuttavia, lo sviluppo fu ritardato fino al 1915, quando il BL da 10 libbre fu in qualche modo modernizzato e convertito in un cannone da montagna da 2,75 pollici.

Il più moderno obice da montagna QF 3,7 pollici QF è stato finalmente consegnato nel 1917 alle truppe britanniche in Medio Oriente combattendo le truppe dell'Impero Ottomano. Tuttavia, la prima missione non ebbe luogo fino all'11 aprile 1918, quando il 22° Battaglione della Forza di Frontiera Indiana attaccò le truppe tedesche in Africa orientale.

Dopo la prima guerra mondiale, l'obice da montagna QF da 3,7 pollici divenne l'arma standard dell'Artiglieria Reale e dell'Artiglieria Indiana.

Durante la seconda guerra mondiale le truppe britanniche utilizzarono l'arma sia in Nord Africa nella lotta contro l'Afrika Korps tedesca e nei Paesi Bassi, sia nell'area del Reno contro la Wehrmacht tedesca e le Waffen SS.

Dopo la seconda guerra mondiale, l'esercito francese ha ricevuto alcune delle armi e il Sudafrica ha ricevuto anche la licenza per costruire una versione modificata. L'esercito francese, in particolare la legione straniera, ha usato la pistola più tardi nella guerra in Indocina. Nel 1960 gli ultimi fucili dell'esercito britannico furono rifiutati e rottamati.

 

QF 3,7 pollici obice da montagna

QF 3,7 pollici obice da montagna

 

QF 3,7 pollici obice nel nord dell'India, 1930

QF 3,7 pollici obice nel nord dell'India, 1930

 

QF 3,7 pollici obice in Birmania, 3 novembre 1944

QF 3,7 pollici obice in Birmania, 3 novembre 1944

 

 

 

Scheda tecnica:

Individuazione: QF 3,7 pollici obice da montagna
Paese di produzione: Gran Bretagna
Anno di introduzione: 1917
Quantitativo: sconosciute
Calibri: 94 mm
Lunghezza del tubo: 1,1 metri
Fascia: Massimo 5.394 metri
Peso: 730 Kilogramm

 

 

 

 

 

Qui potete trovare la letteratura giusta:

 

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Storia dei mezzi meccanici che hanno permesso lo spostamento veloce di artiglierie - ma anche di uomini e materiali - da una parte all'altra del fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale.

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Fuoco sull'Ortigara. Artiglieria pesante e aviazione nella grande guerra

Fuoco sull'Ortigara. Artiglieria pesante e aviazione nella grande guerra Copertina flessibile – 11 lug 2017

Furono tra i protagonisti militarmente rilevanti della battaglia dell’Ortigara, ma la loro presenza è passata sostanzialmente sotto silenzio. Le artiglierie ferroviarie francesi ritrovano ora il ruolo che gli spetta nella storia del conflitto lungo il fronte italiano grazie a Luca Girotto e Luigino Caliaro, autori di “Fuoco sull’Ortigara”. 168 pagine a colori, formato 21×23, che con il supporto di oltre 140 straordinarie foto in gran parte inedite e grazie a documenti usciti dagli archivi d’oltralpe documentano per la prima volta una storia mai scritta prima.Spiegano gli autori: in previsione della battaglia dell’Ortigara, gli accordi tra alleati prevedevano l’arrivo di un appoggio d’artiglieria francese a supporto dell’offensiva. Per varie ragioni, soprattutto per non privarsi di artiglierie campali assolutamente indispensabili sul fronte occidentale, la scelta francese ricadde sull’invio di alcune imponenti artiglierie ferroviarie pesanti. Per immaginare quale impatto possono aver avuto sui contemporanei è sufficiente guardare gli scatti ritrovati da Girotto e Caliaro che documentano la mole colossale di cannoni come quelli da 320 mm M.le 70-93 su affusto Schneider con una lunghezza complessiva della struttura di quasi 26 metri per 162.000 kg di peso.

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Sullo specifico argomento esistono solo un numero sorprendentemente ridotto di lavori limitati all'ambiente alpino e all'artiglieria da montagna ma altri aspetti, come l'artiglieria coloniale e l'artiglieria someggiata non alpina sono rimasti in gran parte inesplorati. Ecco quindi un interessante e inedito studio sulla storia di tutte le artiglierie someggiate dell'Esercito Italiano, a partire dalle guerre risorgimentali e fino ai giorni nostri, illustrato con un'importante numero di fotografie, stampe e disegni.

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