Aereo nave madre Santa Elena

La Santa Elena era una nave da carico che percorreva la rotta tra il Sud America e la Germania. Con lo scoppio della guerra, la nave è stata trasformata da una marina imperiale in una nave madre di aerei e utilizzata nel Mar Baltico. Dopo la guerra la Santa Elena passò attraverso la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Francia, l'Italia e infine il terzo Reich.

 

Lancio e progettazione:

La Santa Elena era una nave da carico della classe Santa, poiché 15 delle 16 navi della classe iniziarono con il nome di Santa.

La nave fu costruita per la Hamburg-Südamerikanische Dampfschifffahrts-Gesellschaft (Hamburg Süd), era la più grande nave della classe Santa. La nave era stata progettata principalmente per il traffico merci, ma poteva anche ospitare fino a 1.198 passeggeri sul ponte di mezzo.

Il lancio della Santa Elena ebbe luogo il 16 novembre 1907, la messa in servizio il 21 dicembre 1907.

 

 

 

Uso in guerra:

Dopo la messa in servizio, la Santa Elena ha percorso il percorso tra il Sud America e la Germania.

Quando scoppiò la prima guerra mondiale, la nave era già in Germania e fu disegnata dalla Marina imperiale. La conversione a nave madre di un aereo è stata inizialmente effettuata a Danzica. Tuttavia, quando la direzione navale non ha potuto essere soddisfatta del risultato, la nave è stata portata ad Amburgo e ricostruita secondo i piani.

Il 2 luglio 1915 i lavori di trasformazione furono completati e la nave poté essere messa in servizio come Santa Elena nella Marina Imperiale. Con la ricostruzione la nave ha ricevuto due cannoni antiaerei da 8,8 cm ed è stata in grado di trasportare 2 idrovolanti in ciascuno dei 2 hangar. Altri 2 aerei potrebbero essere posizionati nella zona libera della nave.

Dopo l'acquisizione, Santa Elena è stata trasferita nel Mar Baltico. La prima e unica grande operazione alla quale la nave partecipò fu l'occupazione delle isole baltiche nel settembre e ottobre 1917 durante l'impresa di Albion.

 

Aereo nave madre Santa Elena

Aereo nave madre Santa Elena

 

Membri d'equipaggio di Santa Elena

Membri d'equipaggio di Santa Elena

 

Aereo nave madre Santa Elena

Aereo nave madre Santa Elena

 

 

 

Distribuzione dopo la prima guerra mondiale:

Quando l'impero tedesco capitolava, Santa Elena era già internata in Svezia. Secondo le disposizioni del trattato di Versailles, la nave doveva essere consegnata in Gran Bretagna nell'aprile 1919.

Dopo essere arrivati in Inghilterra, gli inglesi cedettero la nave alla Marina degli Stati Uniti il 26 aprile 1919, dove fu ribattezzata USS Santa Elena e messa in servizio. Fino al 20 agosto 1919 la nave fu usata come trasportatore di truppe per riportare i soldati americani dall'Europa agli Stati Uniti. Successivamente sono stati tolti dal servizio e restituiti in Inghilterra.

L'Inghilterra di nuovo non aveva alcuna utilità per la nave e la consegnò alla Francia nel 1920. Fino al febbraio 1922 è stato revisionato, poi ribattezzato Linois e utilizzato come nave da carico per la compagnia di navigazione Chargeurs Reunis.

Durante la seconda guerra mondiale la nave cadde nelle mani degli italiani quando occuparono parti della Francia. La nave fu ricostruita, ribattezzata Orvieto e utilizzata nel Mediterraneo come trasportatore di truppe per il teatro di guerra africano.

Quando in Italia nel 1943 i fascisti moderati depongono il Duce e dichiarano guerra al terzo Reich, Santa Elena cade nelle mani della Wehrmacht nel settembre 1943 quando occupano Genova. La nave fu rinominata nuovamente a Santa Elena e rilevata dalla compagnia di navigazione tedesca del Mediterraneo e utilizzata nel Mediterraneo.

 

 

 

Ubicazioni:

Quando le truppe tedesche dovettero gradualmente ritirarsi dalla Francia, la Santa Elena fu affondata nell'agosto 1944 nel porto di Marsiglia per servire come nave blocco contro le navi da trasporto alleate.

Il relitto fu sollevato nel 1945 e poi demolito.

 

 

 

Dati della nave:

Nome:  

Santa Elena

 

Terra:

 

Impero tedesco
Gran Bretagna
USA
Francia
Italia

Tipo di nave:  

Cargo
Aereo nave madre

Classe:  

Santa-Classe

Cantiere:  

Blohm & Voss, Amburgo

Costi di costruzione:  

sconosciute

Varo:  

16 novembre 1907

Messa in servizio:  

21 dicembre 1907

Ubicazioni:  

Affondata come nave blocco il 22 agosto 1944

Lunghezza:  

137,7 metri

Larghezza:  

19,7 metri

Pescaggio:  

Massimo 7 metri

Spostamento:  

Massimo 7.415 tonnellate

Guarnigione:  

122 uomini

Guida:  

macchina di espansione quadrupla

Potere:  

3.000 PS

Velocità massima:  

11 nodi (20 chilometri all'ora)

Armamento:  

2 cannoni antiaerei da 8,8 cm

Corazza:  

nessuno

 

 

 

 

 

Qui potete trovare la letteratura giusta:

 

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale Copertina flessibile – 20 nov 2018

Quando si parla di Prima Guerra Mondiale nella mente appaiono immagini raffiguranti cruenti combattimenti terrestri, i gas, la sofferenza della vita in trincea o sulle montagne innevate, dimenticando che la Prima Guerra Mondiale ha avuto una dimensione marittima non secondaria rispetto a quella terrestre, anzi. Appunto in questo sta la peculiarità dell'opera, che guarda e interpreta gli eventi politico-strategici da un punto di vista marittimo, spesso trascurato da molti storici, che privilegiano una visione "terrestre" di quella grande tragedia, non evidenziando a sufficienza che essa fu per gran parte provocata dalla rivalità sui mari e risolta dall'esercizio del potere marittimo dell'Intesa. Prima ancora che si scatenasse il conflitto, infatti, quelli che sarebbero diventati gli opposti schieramenti si confrontarono duramente sul mare con la "diplomazia delle cannoniere", per assicurarsi la libertà di navigazione e il libero accesso alle fonti di materie prime, ponendo sostanzialmente le premesse per il successivo scontro armato. Dopo lo scoppio delle ostilità, la lotta sul mare ha influito in maniera determinante sull'esito della guerra stessa, tant'è vero che il dominio dei mari da parte dell'Intesa e dei suoi alleati ha impedito che le Potenze Centrali potessero disporre di regolari rifornimenti, causando la loro sconfitta per esaurimento delle risorse. In tale ambito, il ruolo strategico dell'Italia è stato estremamente rilevante, nonostante l'esiguità dei mezzi e la relativa modestia delle risorse. Attingendo da fonti inedite, ma sicuramente autorevoli, il libro ripercorre gli eventi politico-marittimi precedenti allo scoppio delle ostilità, narra gli aspetti strategici dei principali scontri navali e illustra le principali ripercussioni politico-strategiche del conflitto. A 100 anni dalla fine di quell'inutile strage, il messaggio che il libro vuole trasmettere, attraverso la descrizione e la lettura degli eventi politico-strategici, è che gli aspetti marittimi hanno influito in maniera determinante sia sull'esplosione del conflitto che sulle successive vicende terrestri e che la Grande Guerra, ancora oggi, ha ancora molto da insegnare a chi desidera comprenderne le motivazioni reali, per evitare di compiere gli stessi errori.

Clicca qui!

 

 

Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra

Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra Copertina flessibile – 8 lug 2015

Le date, i nomi, gli avvenimenti più importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il più fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare seguito di naufragio. Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.

Clicca qui!

 

 

Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra

Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra Copertina flessibile – 22 apr 2014

"Battaglie sconosciute" è la storia di tutte le 40 azioni di superficie combattute in Adriatico dalla Regia Marina durante la Grande Guerra. Alcune non erano mai state ricordate neppure nelle opere ufficiali (risalenti a loro volta a settant'anni fa) e nessuna era stata messa puntualmente a confronto con la contemporanea documentazione originale della marina austro-ungarica. Il quadro, finalmente completo, che emerge è quello di una guerra molto diversa da quello che la vulgata corrente ha ricordato, distrattamente, per un secolo. Questo libro è però anche un'analisi inaspettata, a cent'anni dal primo conflitto mondiale, in merito ai veri ruoli rivestiti da amici e nemici nel corso di quella strana guerra. Basato su fonti originali e su una ricca documentazione d'archivio "Battaglie sconosciute" può essere definito un saggio non convenzionale soltanto perché non indulge alla retorica del tempo, ma affronta a mente fredda anche le quantità economiche, politiche, diplomatiche e spionistiche che fanno, silenziosamente, da sfondo a qualsiasi guerra sul mare.

Clicca qui!

 

 

Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata

Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata Copertina rigida – 31 ott 2004

Nate come strumento per affermare la potenza navale di una nazione, le navi da guerra erano in origine poco più che navi mercantili armate con archi e balestre. I rapidi sviluppi tecnologici della nautica portarono alla nascita delle prime vere navi da combattimento, sebbene ancora limitate nella loro capacità offensiva e raggio d'azione. Le tattiche di battaglia navale restarono pertanto inalterate per più di 1500 anni. Il primo vero cambiamento avvenne con l'introduzione della polvere da sparo, che rese possibile alle navi di attaccare a distanza e di elevare i cannoni al rango di armi principali. Il ventesimo secolo celebrerà la trasformazione definitiva della marina militare.

Clicca qui!

 

 

 

 

 

This post is also available in: deDeutsch (Tedesco)enEnglish (Inglese)frFrançais (Francese)zh-hans简体中文 (Cinese semplificato)ruРусский (Russo)esEspañol (Spagnolo)arالعربية (Arabo)

I commenti sono chiusi

error: Content is protected !!