Nave di linea HMS Prince of Wales

La nave di linea HMS Prince of Wales apparteneva alla classe Formidable, un tipo di nave pre-dreadnought, considerata tecnicamente obsoleta poco dopo la messa in servizio da parte di HMS Dreadnought.

 

Lancio e progettazione:

Con il programma navale del 1897 fu decisa la costruzione di otto nuove corazzate per la Royal Navy, che dovrebbe aumentare chiaramente il peso della flotta.

La progettazione e la costruzione fu sotto la supervisione di Sir William White, che si orientò principalmente verso la classe Majestic, ma incorporò innovazioni tecniche della classe Canopus.

In particolare, l'armatura fu notevolmente migliorata grazie all'uso dell'acciaio Krupp, anche se l'armatura del ponte fu ridotta sulle navi di classe successiva. Dopo che la forma dello scafo è stata adattata per migliorare la manovrabilità, sono state installate caldaie a tubi d'acqua per il sistema di propulsione, ma queste erano ancora in fase sperimentale e la tecnologia non era ancora completamente sviluppata.

Come armamento principale sono stati scelti quattro cannoni Armstrong 12 pollici L/40 da 305 mm, ciascuno alloggiato in due torrette gemelle. Inoltre, le navi hanno ricevuto dodici mitragliatrici Vickers da 152 mm Vickers 6 pollici L/45 alloggiate nelle casematte laterali.

Il lancio dell'HMS Prince of Wales ebbe luogo il 25 marzo 1902, la messa in servizio il 18 maggio 1904.

 

Nave di linea HMS Prince of Wales

Nave di linea HMS Prince of Wales

 

 

 

Storia di HMS Prince of Wales:

Dopo la messa in servizio e il collaudo, la nave, insieme alle altre navi della classe Formidable, è stata assegnata alla flotta mediterranea.

Durante uno dei primi viaggi nel Mediterraneo, un incidente avvenne il 29 luglio 1905 quando la nave speronò il piroscafo delle SS Enidiven. Tuttavia, entrambe le navi sono stati risparmiati gravi danni.

Nell'aprile 1906 fu fatto un tentativo di testare la velocità massima della nave. Il risultato fu un'esplosione nella sala macchine, nella quale morirono tre membri dell'equipaggio e altri quattro furono feriti.

Dal 28 maggio 1906 all'8 settembre 1906, la prima revisione della nave ebbe luogo presso il cantiere navale Portsmouth Dockyard. Successivamente, l'HMS Prince of Wales è stato nuovamente utilizzato come nave ammiraglia nel Mediterraneo.

Nel febbraio 1909 la nave fu assegnata alla flotta atlantica come nave ammiraglia a Gibilterra. Dopo lo scioglimento dello squadrone di battaglia della flotta atlantica il 13 maggio 1912, la flotta di casa fu assegnata al quinto squadrone di battaglia di Portsmouth.

 

 

HMS Prince of Wales 1912 a Portsmouth

HMS Prince of Wales 1912 a Portsmouth

 

 

 

Uso in guerra:

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, le navi della classe Formidable, che all'epoca appartenevano tutte alla quinta squadra di combattimento, furono utilizzate per trasferire la Brigata Marina di Portsmouth ad Ostenda in Belgio il 25 agosto 1914. L'unità britannica era quello di fermare l'avanzata delle truppe tedesche lì.

Dopo il trasporto dei soldati, le navi rimasero a Sheerness fino al 30 dicembre 1914, poiché si temeva un'invasione delle truppe tedesche.

Dal 19 febbraio 1915 le truppe britanniche iniziarono ad occupare i Dardanelli ottomani e Gallipoli. Quando un tentativo di sfondare i Dardanelli con navi da guerra fallì, il Prince of Wales fu ordinato al Mediterraneo e assegnato all'unità che operava prima dei Dardanelli. Il 22 maggio 1915 la nave partecipò allo sbarco a Gallipoli quando sbarcò con piccole imbarcazioni parti della terza brigata australiana.

Dopo che l'Italia entrò in guerra insieme alla Gran Bretagna, l'HMS Prince of Wales fu assegnato al 2° squadrone distaccato insieme all'HMS Implacable, all'HMS London e all'HMS Queen e doveva sostenere la Marina Militare Italiana nella lotta contro la Marina austro-ungarica.

Nel febbraio 1917 la nave fu ritirata dall'Adriatico italiano e arrivò a Devonport in Gran Bretagna. Qui fu dismessa e utilizzata come nave residenziale fino alla fine della guerra.

 

 

HMS Prince of Wales 1915 a Malta

HMS Prince of Wales 1915 a Malta

 

HMS Prince of Wales che sta per essere demolito

HMS Prince of Wales che sta per essere demolito

 

 

 

Ubicazioni:

Dopo la prima guerra mondiale, l'HMS Prince of Wales fu finalmente dismesso il 10 novembre 1919, venduto a Ward il 12 aprile 1920 e demolito a Milford Haven nel giugno 1920.

 

 

 

Dati della nave:

Nome:  

HMS Prince of Wales

Terra:  

Gran Bretagna

Tipo di nave:  

Nave di linea

Classe:  

Formidable-Classe

Cantiere:  

Chatham Dockyard, Chatham

Costi di costruzione:  

circa 1.100.000 sterline inglesi

Varo:  

25 marzo 1902

Messa in servizio:  

18 maggio 1904

Ubicazioni:  

Venduto il 12 aprile 1920 e demolito a Milford Haven dal giugno 1920 in poi

Lunghezza:  

131,7 metri

Larghezza:  

22,9 metri

Bozza:  

7,7 metri

Spostamento:  

Massimo 16.105 tonnellate

Guarnigione:  

747 uomini

Guida:  

20 Caldaia a tubi d'acqua Belleville

2 Macchine a tripla espansione

Potere:  

15.264 ihp (PSi)

Velocità massima:  

18 nodi

 

Armamento:

 

4 x 305 mm Pistole Mk.IX in torrette doppie

12 x 152 mm Pistole Mk.VII

16 x 76 mm Pistole

6 x 47 mm Pistole a fuoco rapido

2 x Mitragliatrici

4 tubi siluro da 457 mm sott'acqua

Corazza:  

Armatura della cintura fino a 231 mm

Ponte 25 - 76 mm

Paratie 231 - 305 mm

Torri 203 - 254 mm

Letti a barra 305 mm

Casemates 152 mm

Torre di comando 360 mm

 

 

 

 

 

Qui potete trovare la letteratura giusta:

 

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale Copertina flessibile – 20 nov 2018

Quando si parla di Prima Guerra Mondiale nella mente appaiono immagini raffiguranti cruenti combattimenti terrestri, i gas, la sofferenza della vita in trincea o sulle montagne innevate, dimenticando che la Prima Guerra Mondiale ha avuto una dimensione marittima non secondaria rispetto a quella terrestre, anzi. Appunto in questo sta la peculiarità dell'opera, che guarda e interpreta gli eventi politico-strategici da un punto di vista marittimo, spesso trascurato da molti storici, che privilegiano una visione "terrestre" di quella grande tragedia, non evidenziando a sufficienza che essa fu per gran parte provocata dalla rivalità sui mari e risolta dall'esercizio del potere marittimo dell'Intesa. Prima ancora che si scatenasse il conflitto, infatti, quelli che sarebbero diventati gli opposti schieramenti si confrontarono duramente sul mare con la "diplomazia delle cannoniere", per assicurarsi la libertà di navigazione e il libero accesso alle fonti di materie prime, ponendo sostanzialmente le premesse per il successivo scontro armato. Dopo lo scoppio delle ostilità, la lotta sul mare ha influito in maniera determinante sull'esito della guerra stessa, tant'è vero che il dominio dei mari da parte dell'Intesa e dei suoi alleati ha impedito che le Potenze Centrali potessero disporre di regolari rifornimenti, causando la loro sconfitta per esaurimento delle risorse. In tale ambito, il ruolo strategico dell'Italia è stato estremamente rilevante, nonostante l'esiguità dei mezzi e la relativa modestia delle risorse. Attingendo da fonti inedite, ma sicuramente autorevoli, il libro ripercorre gli eventi politico-marittimi precedenti allo scoppio delle ostilità, narra gli aspetti strategici dei principali scontri navali e illustra le principali ripercussioni politico-strategiche del conflitto. A 100 anni dalla fine di quell'inutile strage, il messaggio che il libro vuole trasmettere, attraverso la descrizione e la lettura degli eventi politico-strategici, è che gli aspetti marittimi hanno influito in maniera determinante sia sull'esplosione del conflitto che sulle successive vicende terrestri e che la Grande Guerra, ancora oggi, ha ancora molto da insegnare a chi desidera comprenderne le motivazioni reali, per evitare di compiere gli stessi errori.

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Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra

Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra Copertina flessibile – 8 lug 2015

Le date, i nomi, gli avvenimenti più importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il più fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare seguito di naufragio. Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.

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Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra

Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra Copertina flessibile – 22 apr 2014

"Battaglie sconosciute" è la storia di tutte le 40 azioni di superficie combattute in Adriatico dalla Regia Marina durante la Grande Guerra. Alcune non erano mai state ricordate neppure nelle opere ufficiali (risalenti a loro volta a settant'anni fa) e nessuna era stata messa puntualmente a confronto con la contemporanea documentazione originale della marina austro-ungarica. Il quadro, finalmente completo, che emerge è quello di una guerra molto diversa da quello che la vulgata corrente ha ricordato, distrattamente, per un secolo. Questo libro è però anche un'analisi inaspettata, a cent'anni dal primo conflitto mondiale, in merito ai veri ruoli rivestiti da amici e nemici nel corso di quella strana guerra. Basato su fonti originali e su una ricca documentazione d'archivio "Battaglie sconosciute" può essere definito un saggio non convenzionale soltanto perché non indulge alla retorica del tempo, ma affronta a mente fredda anche le quantità economiche, politiche, diplomatiche e spionistiche che fanno, silenziosamente, da sfondo a qualsiasi guerra sul mare.

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Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata

Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata Copertina rigida – 31 ott 2004

Nate come strumento per affermare la potenza navale di una nazione, le navi da guerra erano in origine poco più che navi mercantili armate con archi e balestre. I rapidi sviluppi tecnologici della nautica portarono alla nascita delle prime vere navi da combattimento, sebbene ancora limitate nella loro capacità offensiva e raggio d'azione. Le tattiche di battaglia navale restarono pertanto inalterate per più di 1500 anni. Il primo vero cambiamento avvenne con l'introduzione della polvere da sparo, che rese possibile alle navi di attaccare a distanza e di elevare i cannoni al rango di armi principali. Il ventesimo secolo celebrerà la trasformazione definitiva della marina militare.

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