Nave madre dell’aeromobile HMS Ark Royal

L'HMS Ark Royal era una nave mercantile acquistata dalla Royal Navy allo scoppio della prima guerra mondiale e trasformata in una nave madre di aerei. 

 

Lancio e progettazione:

All'inizio del 1914 la Blyth Shipbuilding Company di Blyth iniziò a costruire una grande nave mercantile.

Quando scoppiò la prima guerra mondiale, la Royal Navy la acquistò prima del suo completamento e ordinò misure di conversione immediate.

Come per la già utilizzata HMS Hermes, anche l'attuale nave doveva essere trasformata in nave madre di un aereo. Non disponendo delle stesse strutture delle portaerei e delle piste, gli aerei sono stati abbassati in acqua con gru o riportati a bordo.

L'HMS Ark Royal fu lanciato il 5 settembre 1914 e messo in funzione il 10 dicembre 1914.

 

 

Nave madre dell'aeromobile HMS Ark Royal

Nave madre dell'aeromobile HMS Ark Royal

 

 

 

Uso in guerra:

Dopo l'incarico e alcune corse di prova, all'HMS Ark Royal fu ordinato al Mediterraneo orientale di sostenere lo sbarco delle truppe britanniche nei Dardanelli dopo che l'Impero Ottomano entrò in guerra contro la Gran Bretagna. Con due Wight Pusher Seaplanes la nave partecipò alla ricognizione degli sbarchi e dei movimenti di truppe dell'Impero Ottomano nell'area circostante.

La nave ha avuto la sua successiva e ultima missione durante la guerra, quando due degli aerei sono stati utilizzati per bombardare l'ex SMS Goeben, battente bandiera ottomana.

 

 

 

Dispiegamento postbellico:

Dopo la prima guerra mondiale, l'HMS Ark Royal fu dispiegata nel Mediterraneo e nel Mar Nero per sostenere le truppe della Guardia Bianca nella guerra civile russa e le truppe britanniche che sbarcavano in Somalia.

Nel 1923 la nave fu spostata a Malta, dove fu revisionata e alcune zone furono ricostruite.

Con la costruzione di una portaerei chiamata HMS Ark Royal, l'originale HMS Ark Royal fu rinominata HMS Pegasus nel dicembre 1934.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, il Pegasus era considerato completamente obsoleto e non aveva alcun ruolo nella pianificazione dell'Alto Comando britannico.

 

 

 

Ubicazioni:

All'inizio della seconda guerra mondiale, HMS Pegasus si trovava nel porto di Scapa Flow. Il 14 ottobre 1939, il sottomarino tedesco U-47 entrò nel porto e sparò contro la corazzata HMS Royal Oak, che si trovava anche lì. L'ultimo siluro abbattuto ha mancato la corazzata e ha colpito la HMS Pegasus dietro di essa.

Il relitto non è stato venduto fino al 1946. I piani per trasformare la nave in nave mercantile dovettero essere abbandonati e la nave fu demolita nel 1949.

 

 

 

Dati della nave:

Nome:  

HMS Ark Royal
da dicembre 1934:
HMS Pegasus

Terra:  

Gran Bretagna

Tipo di nave:  

Nave madre dell'aeromobile

Classe:  

Nave singola

Cantiere:  

Blyth Shipbuilding Company, Blyth

Costi di costruzione:  

sconosciute

Varo:  

5 settembre 1914

Messa in servizio:  

10 dicembre 1914

Ubicazioni:  

1946 venduti e 1949 rottamati

Lunghezza:  

111,6 metri

Larghezza:  

15,5 metri

Bozza:  

Massimo 5,7 metri

Spostamento:  

Massimo 7.450 tonnellate

Guarnigione:  

180 uomini

Guida:  

2 caldaie a vapore

1 macchina composta

Potere:  

3.000 PS (2.206 kW)

Velocità massima:  

11 nodi

 

Armamento:

 

4 × 7,6 cm L/40 Pistola a fuoco rapido

2 × mitragliatrice

5 idrovolanti

2 piani terra

Corazza:  

nessuno

 

 

 

 

 

Qui potete trovare la letteratura giusta:

 

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale

Aspetti marittimi della prima guerra mondiale Copertina flessibile – 20 nov 2018

Quando si parla di Prima Guerra Mondiale nella mente appaiono immagini raffiguranti cruenti combattimenti terrestri, i gas, la sofferenza della vita in trincea o sulle montagne innevate, dimenticando che la Prima Guerra Mondiale ha avuto una dimensione marittima non secondaria rispetto a quella terrestre, anzi. Appunto in questo sta la peculiarità dell'opera, che guarda e interpreta gli eventi politico-strategici da un punto di vista marittimo, spesso trascurato da molti storici, che privilegiano una visione "terrestre" di quella grande tragedia, non evidenziando a sufficienza che essa fu per gran parte provocata dalla rivalità sui mari e risolta dall'esercizio del potere marittimo dell'Intesa. Prima ancora che si scatenasse il conflitto, infatti, quelli che sarebbero diventati gli opposti schieramenti si confrontarono duramente sul mare con la "diplomazia delle cannoniere", per assicurarsi la libertà di navigazione e il libero accesso alle fonti di materie prime, ponendo sostanzialmente le premesse per il successivo scontro armato. Dopo lo scoppio delle ostilità, la lotta sul mare ha influito in maniera determinante sull'esito della guerra stessa, tant'è vero che il dominio dei mari da parte dell'Intesa e dei suoi alleati ha impedito che le Potenze Centrali potessero disporre di regolari rifornimenti, causando la loro sconfitta per esaurimento delle risorse. In tale ambito, il ruolo strategico dell'Italia è stato estremamente rilevante, nonostante l'esiguità dei mezzi e la relativa modestia delle risorse. Attingendo da fonti inedite, ma sicuramente autorevoli, il libro ripercorre gli eventi politico-marittimi precedenti allo scoppio delle ostilità, narra gli aspetti strategici dei principali scontri navali e illustra le principali ripercussioni politico-strategiche del conflitto. A 100 anni dalla fine di quell'inutile strage, il messaggio che il libro vuole trasmettere, attraverso la descrizione e la lettura degli eventi politico-strategici, è che gli aspetti marittimi hanno influito in maniera determinante sia sull'esplosione del conflitto che sulle successive vicende terrestri e che la Grande Guerra, ancora oggi, ha ancora molto da insegnare a chi desidera comprenderne le motivazioni reali, per evitare di compiere gli stessi errori.

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Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra

Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra Copertina flessibile – 8 lug 2015

Le date, i nomi, gli avvenimenti più importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il più fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare seguito di naufragio. Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.

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Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra

Battaglie sconosciute. Storia della Regia Marina durante la grande guerra Copertina flessibile – 22 apr 2014

"Battaglie sconosciute" è la storia di tutte le 40 azioni di superficie combattute in Adriatico dalla Regia Marina durante la Grande Guerra. Alcune non erano mai state ricordate neppure nelle opere ufficiali (risalenti a loro volta a settant'anni fa) e nessuna era stata messa puntualmente a confronto con la contemporanea documentazione originale della marina austro-ungarica. Il quadro, finalmente completo, che emerge è quello di una guerra molto diversa da quello che la vulgata corrente ha ricordato, distrattamente, per un secolo. Questo libro è però anche un'analisi inaspettata, a cent'anni dal primo conflitto mondiale, in merito ai veri ruoli rivestiti da amici e nemici nel corso di quella strana guerra. Basato su fonti originali e su una ricca documentazione d'archivio "Battaglie sconosciute" può essere definito un saggio non convenzionale soltanto perché non indulge alla retorica del tempo, ma affronta a mente fredda anche le quantità economiche, politiche, diplomatiche e spionistiche che fanno, silenziosamente, da sfondo a qualsiasi guerra sul mare.

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Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata

Storia delle navi da guerra. Ediz. illustrata Copertina rigida – 31 ott 2004

Nate come strumento per affermare la potenza navale di una nazione, le navi da guerra erano in origine poco più che navi mercantili armate con archi e balestre. I rapidi sviluppi tecnologici della nautica portarono alla nascita delle prime vere navi da combattimento, sebbene ancora limitate nella loro capacità offensiva e raggio d'azione. Le tattiche di battaglia navale restarono pertanto inalterate per più di 1500 anni. Il primo vero cambiamento avvenne con l'introduzione della polvere da sparo, che rese possibile alle navi di attaccare a distanza e di elevare i cannoni al rango di armi principali. Il ventesimo secolo celebrerà la trasformazione definitiva della marina militare.

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